Museo/Monumento

Chiesa di Maria SS. Della Purità o Chiesa Nuova

Descrizione
a tre navate anch’essa in stile romanico-baroccheggiante, costruita a partire dal 1845. In questa Chiesa si trova il grandioso e artistico Crocifisso della Scuola del Civiletti. La Chiesa Nuova sorse nel centro del nuovo quartiere sviluppatosi ad ovest di quello antico, in strade scoscese ma parallele. I suoi abitanti, trovando scomodo raggiungere la Chiesa Madre, avanzarono la proposta di avere una chiesa più grande e più comoda. I Padri Redentoristi, recativisi in missione, l’avvalorarono efficacemente presso la Curia di Cefalù sostenendo ch’era giusto concedere ai 2.500 abitanti del nuovo quartiere l’onore d’una loro chiesa. Il vescovo del tempo fu lieto di venire incontro al desiderio dei fedeli, e senza indugi ottenne l’autorizzazione dal Governo borbonico di costruire la chiesa desiderata. Nel 1845 furono gettate le fondamenta: clero e popolo fecero a gara nel trasporto a spalla del primo materiale occorrente per un tempio a tre navate. Il barone Lucio Mastrogiovanni Tasca, quale antico proprietario del felicissimo feudo di Regaliali e fittuario dei tenimenti territoriali, volle concorrere con la concessione di un annuo perpetuo legato di cento onze (L. 1.275), Ma gli sforzi economici e morali dei fedeli, cedettero all’enormità della spesa non ben ponderata, e il tempio, dopo quasi otto lustri, agli occhi del Tirrito giunto sul posto per ricerche, si presentava ancora incompiuto. Oggi, col completamento dell’opera, il tempio è una splendida realtà grazie al vivo interessamento dei rettori succedutisi nella sua cura e ai sacrifici dei fedeli. Tra i rettori più attivi occupa il primo posto il sac. Tommaso Cappellino il quale raggiunse gli USA per raccogliere dollari tra gli emigrati valledolmesi al solo scopo di continuare i lavori di completamento dell’interno della Chiesa. Morì a cinquantadue anni proprio nel giorno della festa della Purità, titolare della chiesa alla quale aveva dedicato la sua esistenza. Il popolo gli tributò straordinarie onoranze funebri e il Comune all’unanimità gli dedicò una delle vie che portano a questa chiesa. La sua opera fu continuata dal rettore che gli succedette, dal sac. Vincenzo Barone che curò i restauri delle due cappelle maggiori e la pavimentazione della navata centrale in marmo e fornì di nuove campane il campanile e di alcuni arredi sacri la chiesa. Nel 1937, dopo la elezione del Barone ad arciprete, vi s’insediò come rettore un giovane sacerdote di Cefalù, il P. Pasquale Sanfilippo, che con i sussidi della Regione Siciliana e con i contributi dei fedeli e della propria pur modesta tasca definì tutti i lavori occorrenti alla dignità del tempio sognato dai fedeli valledolmesi nel lontano 1845. Si devono alla sua solerzia la riparazione del tetto della chiesa, sfondato da una bomba lanciata da un aereo americano nel 1943, l’acquisto d’un nuovo armonium e di lampadari e inoltre la costruzione d’una sala cinematografica quale moderno sussidio all’educazione dei giovani.

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